mercoledì 4 maggio 2011

Nuovi orizzonti metodologico operativi.

Un argomento che era caro al Professor Mannoni era quello del “saper fare a regola d’arte”. Di
che si tratta? Nei mestieri antichi ed, in generale, nelle conoscenze degli antichi tutto ciò che si sapeva del
processo produttivo non riguardava il principio fisico chimico alla base dello stesso processo, del quale al contrario non si sapeva assolutamente nulla: nei mestieri tradizionali le conoscenze riguardavano le proprietà dei materiali, le reazioni che avvenivano durante i processi di produzione, ovverosia come i materiali lavoravano quando messi sotto sforzo, mescolati tra di loro e questa conoscenza la si traduceva con l’espressione “fatto a regola d’arte”.

L’Oasi Archeologica ed il concetto di “Terraformazione”

L’oasi archeologica non è un parco archeologico nel senso comunemente inteso, oggi, in Italia.
Essa infatti è un organismo vivo, pulsante di attività e di turisti, una realtà autorigenerante in
virtù, da un lato, della gestione delle visite turistiche da parte di archeologi professionisti a ciò
selezionati e formati, d’altro canto per la proposta, sempre nuova e costante, di una serie di
attività archeologiche di scavo di eccellenza, di ricostruzione, di riproposizione e
ricontestualizzazione culturale.

martedì 26 aprile 2011

La metodologia territorialista nello studio di un’area incisoria appenninica: il caso della Val Limentra.

Un’area incisoria, ovvero un settore del territorio caratterizzato dalla presenza di siti archeologici con rocce incise costituisce, se considerata nel suo complesso, un “elemento”culturale di eccezionale complessità. In questo senso la prima considerazione nell’impostare una indagine che voglia proporsi come tendenzialmente (e tuttavia mai) completa riguarda la natura necessariamente multidisciplinare che lo studio deve assumere, sarebbe a dire il necessario utilizzo di differenti tipologie di analisi. Appare infatti evidente che riferirsi esclusivamente ad una qualsivoglia metodica porterebbe all’appiattimento dell’analisi entro un’unica, per quanto ampia, visuale, finendo per ignorare altri aspetti culturali o prospettive della ricerca. Ben si comprende dunque come la sola metodica, ad esempio, tipologica (l’esame dei diversi tipi di incisioni), per quanto in sé
affascinante e apportatrice di importanti dati, non sia in grado di farsi carico della complessità a cui si fa riferimento in questa sede; come del resto sembrerebbe improbabile delegare tale studio unicamente all’analisi geologica delle rocce o alla raccolta ed esegesi della tradizione orale.

lunedì 25 aprile 2011

Archeologia funzionale - 4

Abbiamo visto che un insediamento abitativo ben strutturato ha quattro funzioni ovvero le funzioni demografico culturale, economica, politica, cultuale. O forse non è così. Allora potrebbe essere, questo abitato, un sito secondario gerarchicamente sottoposto ad uno più ampio: gli mancherebbe in tal caso una funzione gestionale, politica, pur potendo conservare presumibilmente aspetti abitativi, economici e cultuali del più vario tipo e anche importanti.
Ma talvolta non è così. Un insediamento potrebbe infatti demandare taluni aspetti cultuali, quali religiosità ufficiale o sepoltura dei morti, ad un sito preminente dove è maggiore la rappresentatività sociale di tali aspetti: in questo caso mancherebbe in parte, questo villaggio minore o fattoria, di certi aspetti sacrali. Ad un sito simile rimarrebbero comunque ovvi aspetti economici e abitativi.

mercoledì 20 aprile 2011

Archeologia funzionale -3

Tuttavia dal punto di vista metodologico mi è parso, più di recente, che i tre concetti sopra espressi i quali si riferiscono in particolare alle indagini di superficie o a scavi di giaciture secondarie, e non agli scavi di giaciture primarie, possono essere specificati grandemente tramite l’analisi delle funzioni che un sito antico ha avuto. L’insediamento abitativo infatti, qualora ben strutturato comprende in sé, secondo l’accezione consuetudinaria, non una funzione, bensì quattro:



1 – E’ un centro di popolamento ovvero demografico del territorio: in concreto, la gente abita al suo interno.
2 – E’ un polo economico del territorio: in concreto, al suo interno avvengono meccanismi economici di produzione, anche più di trasformazione e scambio.
3 – E’ un centro politico del territorio: nel senso che il territorio soggetto viene organizzato e gestito da una determinata elite di persone di rango per lo più interne al villaggio.
4 – Contiene entro di sé o poco esternamente le caratteristiche religiose, cultuali e sacrali della comunità, le quali possono essere ritenute di tre tipi, ovvero i luoghi della religione ufficiale, cioè i templi di qualsiasi forma e consistenza essi siano; i luoghi della sacralità tradizionale, si tratta dei siti incisori rupestri, di alberi, pietre, cime sacre, i letti dei fiumi, i crocicchi e altro ancora; terza tipologia, il luogo di deposizione e riposo dei defunti ovvero i cimiteri.

Archeologia funzionale -2

L’Archeologia Globale del territorio, il cui scopo è la ricostruzione delle dinamiche sociali ed economiche dei vari periodi della storia dell’Uomo, ottiene tale ricostruzione, in sostanza, analizzando il significato dei vari modelli insediativi: questi infatti, nel loro insieme, hanno formato la trama degli insediamenti di ognuno dei tali periodi.

Con estrema semplificazione potremmo dunque affermare che se conosciamo le funzioni dei siti d’altura, dei siti su terrazzo fluviale, delle frequentazioni di crinale, di quelle dei campi di mezza costa e così via, siti/frequentazioni comunque posizionabili in un unico determinato lasso temporale (ad esempio il Medioevo) saremo anche in grado di conoscere le peculiarità della dinamica sociale, culturale, economica, politica, religiosa di quel periodo.

Archeologia funzionale -1

Anni or sono, essendo una sera ospite di una famiglia nel paese di Drusco in Alta Val Ceno (Appennino Parmense), ed essendo alcune persone venute a conoscenza del fatto di essere io un archeologo, mi fu riferito che in casa, da innumerevoli generazioni qui vissute da sempre, c’era un oggetto antico.
Anzi antichissimo, e del quale non si sarebbe potuto specificare granchè, non essendo conosciuti simili oggetti a confronto: tranne, certo, a cosa era un tempo servito in quella casa ovvero la sua funzione. Ma, mi fu detto, sarebbe stato necessario andarlo a prendere in solaio e ripulirlo dalla polvere, in quanto attualmente esso non era più in uso ovvero non possedeva più, aveva perduto la sua originaria funzione.